Cos’è la psicoterapia

Quando si parla di psicologia e di psicoterapia, immediatamente, sullo schermo della nostra mente si materializza l’immagine di un lettino e di un distinto personaggio che ci scruta con sguardo enigmatico, interpretando ogni nostro pensiero e comportamento. Solo chi ha fatto esperienza diretta di cosa significhi “andare in terapia” sa che ciò che lo aspetta è molto diverso da quello che la nostra mente immagina.

Le aspettative nei riguardi della psicoterapia sono spesso confuse e nebulose, per questo è importante fare chiarezza e mitigare alcuni stereotipi che vedono lo psicoterapeuta come un eccentrico guru della mente.

Innanzitutto è importante sottolineare che lo psicoterapeuta è un professionista, e come tale è tenuto a rispettare le norme del Codice Deontologico degli Psicologi. Qualsiasi intervento deve essere concordato con il cliente, dal quale è necessario ottenere la sottoscrizione del consenso informato, in cui vengono spiegate dettagliatamente procedure e modalità che lo psicoterapeuta applicherà durante tutto il suo intervento. In terapia non avverrà nulla che vada contro la volontà del cliente: vengono fissati obiettivi, e concordati i passi per raggiungerli. Altro obbligo dello psicoterapeuta è quello del rispetto del segreto professionale. Questo significa che tutto ciò che avverrà all’interno dello studio dello psicoterapeuta rimarrà lì dentro, salvo diverse indicazioni da parte del cliente.

Si può, inoltre, pensare che recarsi dallo psicologo o dallo psicoterapeuta significhi prendersi un impegno che durerà necessariamente anni e anni. Questo può scoraggiare chi avrebbe bisogno di aiuto e magari rinunciarvi per paura di non poterselo permettere. Lo psicoterapeuta è tenuto a prospettare al cliente un programma di incontri (cadenza e durata) e la durata approssimativa dell’intervento complessivo. Tendenzialmente i colloqui durano dai 45 minuti a un’ora, ma, se necessario, la durata può variare.

All’interno delle singole sedute sarà il terapeuta ad aiutarci a raccontare la nostra vita pezzetto per pezzetto, mettendo piano piano tutto in ordine. Il ritmo e lo stile sono il risultato dell’incontro tra due persone sempre nuove, quindi non potranno mai essere uguali ad altri. Un professionista competente deve modellare il proprio lavoro sulla persona che ha di fronte.

È luogo comune ritenere il terapeuta dententore di verità assolute e mitizzarlo, delegando decisioni o aspettandosi che in quei 45 minuti settimanali possa avverarsi il miracolo del cambiamento. Niente di più falso e dannoso per il buon esito di una terapia. Il cliente è il massimo esperto del suo problema: ci convive da anni, ne sperimenta le conseguenze e solo grazie al suo impegno attivo è possibile comprenderlo a fondo ed agire su esso. La collaborazione che si instaura fra cliente e terapeuta, oltre ad essere fondamentale, è un’esperienza unica, una relazione viva, intensa, basata sullo scambio, sulla fiducia, che diventa motore per innescare i processi di cambiamento. È necessario negoziare insieme gli obiettivi da perseguire e mettere in pratica nella vita quotidiana i compiti assegnati e quello che si decide insieme nelle sedute di psicoterapia. Sfogarsi e basta è una credenza errata dei profani che dipinge lo scenario terapeutico in modo distorto e improduttivo. Organizzare le priorità, i cambiamenti reali, trovare nuove soluzioni per attraversare il disagio rappresentano elementi proattivi e creativi del percorso.

E’ per questo che al termine di ogni percorso mi piace ricevere dai miei clienti la loro personalissima “Metafora della Psicoterapia”: perché ognuno possa portare a casa una foto ricordo, da riguardare in momenti successivi e da condividere con i viaggiatori che verranno dopo di loro.

Per saperne di più

Codice_Deontologico_degli_Psicologi_Italiani

Carta dei diritti del consumatore

Conoscere la psicologia e lo psicologo

Linee_guida_per_le_prestazioni_psicologiche_a_distanza