Modello di riferimento

Lo psicoterapeuta, nella sua pratica professionale, utilizza come principale strumento di lavoro il linguaggio ed un particolare impianto teorico. Quello che ho scelto nel mio percorso di formazione fa riferimento all’Interazionismo Simbolico: un approccio teorico, sviluppatosi durante la prima metà del novecento negli Stati Unititi d’America presso l’Università di Chicago, in cui la persona viene definita come agente attivo ed intenzionale.

In quest’ottica, l’interazione sociale, il contesto culturale ed i significati attribuiti alle situazioni diventano il focus di un intervento terapeutico breve e focalizzato sul problema. Questo approccio consente di incentrare il lavoro terapeutico, non tanto sull’analisi degli eventi passati e inconsci, quanto sulle aspettative, sui ruoli sociali, sui comportamenti ed i pensieri che mantengono il problema nel qui ed ora. La psicoterapia diventa, dunque, un progetto di costruzione proiettato nel futuro e non un lavoro di recupero “archeologico” ancorato al passato.

Qualche approfondimento...

La prospettiva interazionista definisce la persona come agente attivo ed intenzionale. Fondamentale in tale processo è l’interazione simbolica, che consente l’attribuzione e negoziazione con l’altro dei significati relativi alla realtà e a se stessi. E’ possibile sintetizzare gli assunti principali dell’Interazionismo Simbolico nel seguente modo:

  • le persone pensano e agiscono sulla base dei significati che gli eventi hanno per loro;
  • i significati sono costruiti attraverso l’interazione sociale e simbolica e sono comprensibili solo all’interno dei contesti personali e interpersonali che li organizzano come esperienza;
  • le persone costruiscono la loro esperienza replicandola o variandola attraverso schemi concettuali di interazione, di cui il linguaggio, la comunicazione, l’agire sono gli elementi costitutivi più rilevanti;
  • dare una definizione alla realtà è un atto interpretativo che implica una qualche intenzione.

In un’ ottica interazionista quindi:

  • L’esperienza degli individui è costruita attraverso le storie che si raccontano su di essa: “storie multiple e polifoniche narrate e potenzialmente narrabili” (Martino, 2009);
  • il cambiamento implica sempre trasformazioni di senso e di significato importanti attraverso l’azione;
  • le forme di pensiero e le azioni problematiche non sono considerate giuste o sbagliate, ma si guarda a queste, come a tentate soluzioni messe in atto dall’individuo nel tentativo di compiere un atto adattivo, che danno esiti disfunzionali.